
La leva del pensare per cambiare è ben manifesto nella frase:
“E’ meglio essere ottimisti ed avere torto pittosto che pessimisti ed avere ragione” Albert Einstein
Mi piace l’idea di iniziare questo post mettendo in evidenza uno dei pensieri del grande scienziato che ancora oggi cavalca l’onda del sapere infinito che a pochi risulta accessibile. “Pensare per Cambiare“
La riflessione che ti propongo è un “restiling” del pensiero positivo che ha assunto un ruolo fondamentale negli anni 60 per alcuni cambiamenti del modo di pensare delle persone, soprattutto nei paesi anglosassoni. Tale movimento nasce agli inizi del 1900 da parte di Napoleon Hill, studioso che ha dedicato molti anni a studiare le caratteristiche dei grandi uomini e poi è diventato celebre scrittore di libri sulla motivazione, ricchezza e pensiero positivo.
Quello che trovo geniale in queto autore, è che non sostiene il pensiero positivo come modalità di vedere le cose che vanno bene e non considerare i problemi o le difficoltà. I suoi studi hanno approfondito il tema delle potenzialità dell’essere umano, mettendo in evidenza il funzionamento dell’inconscio e del contatto con il superconscio.
Sono oltre 20 anni che studio ed approfondisco le tematiche delle potenzialità dell’uomo e della crescita spirituale e sono giunto a fare una considerazione che credo sia l’essenza dell’unione tra ”ES” (la parte emozionale, istintuale), ”IO” ( la parte razionale e consapevole), e il “Super Io” ( la parte spirituale e trascendentale).
Non conta il pensiero positivo, quanto invece il “pensare positiva-mente”. Cosa significa questo?
Significa che non basta dialogare con se stessi in modo positivo, divenendo un militante del “pensiero positivo”, per poi ritrovarsi senza lavoro e pensare di essere contenti di vivere per strada (questo significa essere stupidi e non considerare i fatti). Bisogna imparare a comprendere e fare esperienza di come funziona la mente, quali sono i meccanismi che ci condizionano. Allora come prima cosa bisogna iniziare a cambiare paradigma di riferimento, iniziare ad avere fede nella propria mente positiva, cioè la parte di se stessi che vuole crescere e sviluppare le proprie potenzialità.
Quando si inizia a “pensare positiva-mente“, si inzia ad avere fede nella propria mente superiore (superconscio), ad essere consapevole della propria mente inferiore (ES o parte emozionale ed istintiva), ed avviarsi verso l’integrazione delle due parti. Si inizia a vivere olistica-mente, cioè si vive tutta la mente, senza separazione, superando le separazioni e creando l’unità in se stessi.
Il pensare aiuta in questo, in quanto è lo strumento adatto per immettere consapevolmente all’interno del proprio inconscio, pensieri positivi sulla fede, sulle proprie credenze potenzianti e quindi nell’acquisire la capacità di innescare, a partire dal proprio inconscio, emozioni e comportamentei che aiutano a realizzare i propri progetti di vita.
Forse può sembrare complicato tutto questo e ti confermo che lo è. E allora? Forse è stato semplice imparare a camminare? Forse non si ricorda quante cadute abbiamo preso prima di imparare a stare in piedi. E’ stato semplice imparare a leggere? Hai trovato facile imparare a guidare l’automobile?
La vita è impegnativa e quello che non si sa fare bisogna imparare a farlo. Allora credimi che anche imparare ad utilizzare il proprio pensiero è fattibile per tutti. Pensare per cambiare è uno slogan valido ad una condizione, cioè al pensiero va seguita l’azione.
Vuoi attivare tale processo ed apprendere come fare ad utilizzare il pensare per cambiare?
Ti consglio questi due libri per iniziare il cammino. Comprali