Autorealizzazione: lotta nevrotica o ricerca del proprio Sé

Autorealizzazione: lotta nevrotica o ricerca del proprio Sé

Autorealizzazione: lotta nevrotica o ricerca del proprio Sé
Autorealizzazione è un termine molto usato ed abusato nel gergo popolare e non, cioè per i non addetti ai lavori e per chi si occupa di scienza.
Intanto ci tengo a illustrare il significato del termine Autorealizzazione che ho trovato nell’Enciclopedia Treccani: “ Propensione dell’essere umano a realizzare le proprie potenzialità, sia dal punto di vista della maturazione interiore, psichica ed emotiva, sia da quello del comportamento esteriore. Il concetto, presente nella teoria di C.G. Jung in relazione a quello di ‘individuazione’, cioè di costruzione della personalità individuale, ricorre anche nella psicologia umanistica di A.H. Maslow (1908-1970), che pone l’a. nei gradi superiori della sua classificazione gerarchica delle motivazioni.
L’aspetto interessante sul quale mi soffermo è la frase “realizzare le proprie potenzialità, sia dal punto di vista della maturazione interiore, psichica ed emotiva, sia da quello del comportamento esteriore“.
Molto interessante in quanto per tutto il periodo che va dalla nascita della stampa, cioè dal 400 in poi, si è visto un cambiamento di paradigma proiettato verso la realizzazione solo del comportamento esteriore, attraverso la creazione di leggi, usi e costumi aditi a creare uomini tutti uguali, senza la propria singolarità. Tutto ciò si è affermato con l’industrializzazione, dove veniva propagandata il futuro felice per tutti. I contadini hanno lasciato le proprie terre e si sono spostati verso le grandi città per divenire operai delle industrie.
La ricerca per la realizzazione del comportamento esteriore, dedito ai consumi, ricchezza e possesso di beni, ha fatto in modo che venisse tralasciato l’aspetto centrale della propria realizzazione, cioè “maturazione interiore, psichica ed emotiva”.
Tutto ciò ha portato a pagare il prezzo dell’oblio interiore, che ha creato un uomo, una società ed una cultura “NEVROTICA”, cioè al dire di  Karen Horney, “Il processo nevrotico è un particolare aspetto dello sviluppo della personalità umana e – a causa dello sciupio di energie costruttive che esso determina – ne è un aspetto particolarmente spiacevole.”
Vivere nevroticamente, crea una infinità di conflitti, attraverso i quali la persona può estraniarsi dal vero sé per modellarsi, secondo un insieme di dettami interiori, verso un essere assolutamente perfetto. Un progetto che procura solo sofferenza, in quanto tale perfezione non sarà mai raggiunta e soprattutto allontana dal vero sé.
E’ importante tener presente che l’uomo è un organismo vivente, ed in quanto tale, vive in relazione con il mondo, non è separato dall’altro da sé. Proprio attraverso la relazione con il mondo, l’organismo può soddisfare i propri bisogni, secondo una gerarchia. Quando i bisogni primari sono soddisfatti, si tende a soddisfarne altri che appartengono ad un livello più sottile. In questo caso ho preso come riferimento la piramide dei bisogni di Maslow
 La Nevrosi, innesca un meccanismo che porta a sminuire i bisogni  e idealizzare il proprio sé. Questo comporta come prima cosa una serie di conflitti, come ad esempio tra il lavoro che si idealizza con canoni legati alla gloria del successo o potere del trionfo, e il vero lavoro che nasce da una passione.
Si può uscire da un meccanismo del genere?
Si e no, dipende dalla singola persona. Se ci si accorge che qualcosa non va nella vita e sembra essere tutto ricorrente, forse la persona cerca di fare qualcosa per comprendere che cosa stia facendo, come mai soffre e si ritrova sempre a fare gli stessi errori. In tal caso ha inizio la consapevolezza di riuscire a comprenderne di più e inizia un lavoro su di sé, che io consiglio farlo con un Counsellor, altrimenti si rischia di creare un altro falso sé rifacendosi alla cultura pseudo spirituale. Alternativa è incamminarsi in un sentiero spirituale, il quale prevede che vi sia un insieme di persone che fanno la stessa strada e non che uno di questi possa fare qualcosa al posto di un altro.
Nel caso in cui la persona non si rende conto di cosa stia facendo e ritiene di essere una vittima del fato o della vita che si accanisce contro di sé, allora la persona non avrà scampo e finirà il resto dei suoi giorni in preda alla paura e la malattia.
Autorealizzazione quindi è un processo che dura tutta la vita, sulla base del riconoscimento dei propri bisogni e dei conflitti che si possono generare, i quali sono catalizzatori dell’autorealizzazione stessa. E’ importante considerare il conflitto o l’ostacolo, come momento di crescita, di sviluppo per passare ad una consapevolezza più ampia.
Ho trattato questo argomento in modo ampio, e ho cercato di mettere in risalto gli aspetti significativi di tale processo. Nel caso fossi interessato ad approfondire, puoi ascoltarmi sulla Web Radio la Buona Musica il lunedì alle ore 21.00 con la trasmissione ideata e da me condotta “Ascoltiamo e Vivi Adesso” informazioni per lo sviluppo personale e tanta buona musica. Clicca qui per collegarti

 

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