Spiritualità e la morte del topo

Spiritualità e la morte del topo

Spiritualità e la morte del topo
Spiritualità, un termine usato ed abusato. Cosa significa?  Scrivere questo articolo mi risulta molto faticoso, in quanto in questo periodo sono preso da un paradosso che non ho ancora sviscerato, per cui mi destreggio con la chiarezza che vive in me come attimi di barlume di luce che sprigiono dal fuoco interiore.
Argomento in questione è l’immensa mole di spiritualità o pseudo spiritualità che vedo nello scenario dei social, e non solo. Quando c’è una grande richiesta, che nasce dal bisogno di uscire dalla sofferenza che affligge la nostra società, l’offerta diviene esponenziale.
Non tutto quello che viene proposto è luce della sapienza antica delle tradizioni spirituali, anzi, si presenta una infinita mole di sapientoni che riescono solo a muoversi attraverso il movimento della mente. Questo è manifestazione della difficoltà a non sapere manifestare la propria luce interiore della vera spiritualità tramandata dalle dottrine esoteriche sia orientali che occidentali.
Un passo di Gesù mette in evidenza la questione: “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno il potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.” Matteo 10, 28
Significato molto attuale per quanto riguarda il momento che stiamo vivendo, sia per questioni di ordine sociale, culturale e di spiritualità.
E cosa c’entra la morte del topo?
Attualmente si vive un forte bisogno di coesione, il quale è stato perso nel tempo, in quanto stiamo vivendo un periodo di forte trasformazione. Da una società coesa da valori sociali come la famiglia, l’onestà, la relazione, ad una società dove tutto si è frantumato in quanto i bisogni esistenziali stanno cambiando. Un cambiamento che ancora non ha preso forma, quindi è in movimento.
Tutto sembra effimero, in quanto il peso della morte si fa presente ogni giorno e si è stati abituati a temere la morte. Senza sapere, invece, che chi accetta la propria morte, inizia a vivere ogni attimo, senza indulgere alla propria esistenza.
Quando i bisogni primari diventano il cavallo di battaglia della quotidianità, la propria vista interiore si offusca, si cerca di rifarsi alla vita secondo canoni civili dettati dalla propria cecità d’animo. Le leggi di stato iniziano a rendere obsolete le leggi della spiritualità. Sembra che se si può fare attraverso le leggi o la scienza, tutto è plausibile.
A questo punto entra in gioco il topo, il quale avendo fame si lascia inebriare dal profumo del formaggio che si presenta innanzi ai propri occhi, senza vedere la trappola che l’aspetta e così muore nella stessa trappola che non vede.
Una metafora molto attuale. Tutti sono presi da un bisogno di spiritualità, senza vedere altro, e come conseguenza non riescono a vedere la trappola che viene tesa.
Anche chi propone alternative sulla forza di una coesione su valori civili, propone la propria trappola, in quanto non basta un valore di coesione o di speranza per creare un alternativa di un ipotetico domani meraviglioso, dove tutti si vogliono bene e vibrano in base alla legge della risonanza, di cui tanto si parla, e pochi sanno realmente di cosa si tratta.
Questo scritto è una denuncia che nasce dalla propria esperienza a contatto con vari gruppi che inneggiano ad un miraggio dettato dall’ego della mente del o dei leader.
Lavorare con l’anima non è un gioco di manifestazione di sorrisi o accondiscendete servilismo a valori proposti da altri, solo perché si sente profumo di formaggio.
Il lavoro con l’anima presuppone una volontà al risveglio, a qualunque costo. Mettersi in gioco in tutto e per tutto, con il rischio di essere additato come giudice da parte di chi non conosce la volontà del risveglio. O ancora peggio, come divulgatore delle proprie idee folli e misantropo solitario.
Ognuno è libero di credere a qualsiasi cosa, anche al miraggio della costruzione di un potere per far cadere un altro potere.
spiritualità
 C’è chi promette denaro, benessere, eticità, libertà e felicità, come fossero prodotti da offrire. Non ci si accorge che il mondo in questo istante è perfetto. Tutto si muove come è: guerre climatiche, genocidi, proposte di salvaguardia della propria salute attraverso vaccini ecc.
Questo è il mondo che è stato costruito dalla mente e quindi l’unica alternativa, nel libero arbitrio è la volontà di risvegliarsi. Dedicarsi al sentiero della spiritualità.
E’ molto comodo riunirsi in gruppi e avere un leader pieno di speranza che riesce a far vivere il proprio miraggio << Fenomeno ottico atmosferico dovuto alla deviazione che subiscono i raggi luminosi >>. In tal senso la luce è quella della propria anima che abbaglia colui che viene guidato dalla mente e confonde tale luce. Se solo fosse in grado di riconoscere il proprio ego, tutto sarebbe più semplice.
Essere attratti dal miraggio della gloria, dell’onore o dal miraggio della fratellanza universale, rappresenta il profumo del formaggio che il topo sente, in quanto affamato e non vede la trappola che segnerà la propria ora.
L’attitudine al risveglio richiede impegno, coraggio e pazienza. Questo significa dare inizio a tracciare la via della spiritualità.

    • Il coraggio nasce dal fatto di riconoscere la propria miseria di animo, riconoscere il proprio stato di sofferenza perenne che non porta da nessuna parte.
    • L’impegno ha a che fare con il non darsi tregua. Ogni giorno compiere il proprio esercizio di presenza, anche nella sofferenza o nella disgrazia.
    • La pazienza è il frutto dell’avere atteso a lungo per nulla, quindi si cambia rotta. Da oggi agisco con coraggio ed impegno senza aspettarmi nessun riscontro tangibile. Almeno nell’immediato. Resto paziente sulla via del risveglio.

Una pseudo disciplina spirituale è fondata sull’indurre la persona ad ottenere un risultato definito da chi propone (es. felicità, ricchezza, salute, risveglio ecc.). Insomma lascia intravedere un determinato miraggio.
Bisogna comprendere che un sentiero spirituale non porta da qualche parte di preciso, in quanto  ha inizio un percorso di trasformazione di tutto il proprio essere e chi lo intraprende, traccia la propria via della spiritualità. Per poi un giorno, riconoscere il proprio risveglio che è sempre stato.
Nello scrivere questo articolo sono riuscito a fare chiarezza, in quanto l’intento dello scrittore che è in me, è quello di trasmettere informazioni chiare per chi sente la chiamata al proprio risveglio.
Non indulgere nella confusione, inizia a varcare la soglia della propria spiritualità, senza diventare un topo.
Il mio auspicio, per chi legge, è di diventare ogni giorno, partecipe al proprio risveglio, e non dipendere dalla propria mente che affligge e inneggia a nascondersi dietro stereotipi indotti dal mercato e cultura mediale.
Ogni cosa è parte di un stupendo tutto, il suo corpo è la natura, la sua anima è DioAlexander Pope

 

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