Schiavitù dell’uomo attuale: come liberarsene

Schiavitù dell’uomo attuale: come liberarsene

Schiavitù dell’uomo attuale: come liberarsene
L’uomo ha vissuto la propria schiavitù nei secoli, poi si è giunti alla lotta per la libertà, ed oggi si ritiene di essere liberi.
Un pensiero alquanto presuntuoso che nasce dall’attitudine a ritenere di sostituirsi alle divinità. Il senso del divino si è andato perdendo nelle trame di Cronos, per riaffiorare attraverso la manifestazione della creazione del denaro e il possesso di beni materiali.
Oggi si presenta anche in altra forma che genera una sorta di dipendenza dalla credenza di essere alla pari del creatore, o meglio artefici del proprio destino. Un grosso errore che si è generato con la diffusione della new age. Senza riconoscere che il destino viene costruito solo attraverso la consapevolezza. Si è schiavi o Consapevoli. Nessuna via di mezzo.
L’uomo di oggi risulta essere schiavo, il quale termine non significa costrizione fisica. La forma di schiavitù a cui faccio riferimento è l’incapacità di liberarsi dalla propria personalità, la quale è l’insieme di tre corpi (corpo fisico, corpo mentale o astrale, corpo mentale o intellettuale).
Tutto ciò ha dato forma all’ego. Solo perché oggi si viaggi nel mondo o si possiede ricchezza, si crede di essere liberi, mentre invece la forma di schiavitù a cui faccio riferimento è molto subdola. Fin dalla propria nascita, si è stati sottoposti ad una forma di indottrinamento che rende schiavi. Tutto entra a fare parte del proprio sub-conscio, dando forma ad un insieme di meccanismi automatizzati come una macchina.
La macchina biologica umana guidata dalla propria personalità.
Tre sono gli aspetti che hanno dato forma a tale macchina:

    •  La nascita, in quanto venire al mondo significa staccarsi dall’unità di cui la propria anima ne fa parte. Nel momento in cui si nasce si ha il distacco. Questo significa entrare nel sonno profondo e non ricordarsi di essere un anima che ha una propria esperienza e che viene al mondo per imparare e progredire.
      • Un progresso di socializzazione ed educazione che agisce a livello sub-conscio. Questo crea l’oggettività composta di morale e giudizio sul mondo. Una strutturazione temporale composta di passato e futuro. Una immagine di sé che si convalida nel tempo attraverso le proprie esperienze impregnata di aspetti emozionali che inducono sofferenza.
      • Credere che la realtà sia ciò che si vede. La materialità va a sostituire la verità, la quale appartiene alla dimensione del non visibile, del non manifesto, dell’esoterismo.

 

Questa è la grande illusione, il grande sogno e sonno in cui l’uomo è sprofondato senza rendersene conto.
La creazione  e il concetto di stato non sono altro che un contenitore, all’interno del quale vengono inserite i corpi ammaestrati, divenuti macchine guidate dalla propria personalità. Chi pensa autonomamente è ritenuto pericoloso, o malato mentale da contenere attraverso il controllo farmacologico o fisico (chiusura in strutture penitenziarie o psichiatriche).
Cosa si può fare per uscire dalla propria schiavitù della personalità, del proprio ego?

 

 

Bisogna imparare a cambiare prospettiva: non più dall’esterno verso l’interno. La via è dall’interno verso l’esterno.
Questo avviene attraverso una continua osservazione di sé. Significa mantenere l’attenzione a cosa succede dentro, quali sono le emozioni del momento, i pensieri che si hanno e cosa fa il corpo.  Una forma di ginnastica per uscire dal sonno profondo in cui si è caduti.
Nel momento in cui si osserva, tecnica dall’aspetto difficile o banale, che nel lungo tempo porta ad una completa trasformazione di sé.
La storia scritta nei secoli da esoterici come Giordano Bruno, Gesù Cristo, Buddha ecc. mettono in evidenza questo aspetto della trasformazione, ognuno a seconda della propria visione, tuttavia, tutti con lo stesso fine. Il Risveglio.
Iniziare il passo sembra difficile, mentre invece il cammino si compie solo attraverso l’attenzione nel “Qui ed Ora”.

 

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